Cosa sono i sigilli? Il termine ricorda nella nostra cultura un passato antico, ma diversamente che in occidente in Giappone sono tuttora molto usati nella vita comune, avendo il valore legale di firma, ed ogni cittadino ne possiede uno personale. L'arte di incidere i sigilli, nello shodo, ricopre un'importanza non secondaria, essendo l'unico segno di colore affiancato ai neri tratti della scrittura, determinante per l'equilibrio della composizione. Se non adeguatamente costruito e posizionato, può compromettere l'armonia dell'opera.
Lo stile calligrafico generalmente utilizzato è il Tensho, o "scrittura del sigillo", uno stile particolare e molto antico, che oggi trova applicazione per l'appunto soprattutto nei sigilli.
Ma perchè vi sto raccontando tutto questo? Ovviamente perchè anch'io da poco mi sto confrontando in prima persona con questa tecnica.
I due sigilli che vi presento oggi rappresentano, uno il kanji (ideogramma) Michi 道 (la via), in stile Kaisho, e l'altro Ei 永 (eternità), quest'ultimo in stile Raisho.
Si può inoltre notare la differenza di esecuzione: Michi è un Haku-bun, ovvero con i segni bianchi e sfondo rosso (incisione in incavo del segno grafico), mentre Ei è in Shu-bun, con segni rossi e sfondo bianco (incisione a rilievo).
Queste sono solo i primi esperimenti, in seguito mi metterò alla prova su qualcosa di più serio, prometto, e magari tornerò anche a parlare dell'argomento kanji dal punto di vista grafico, che val la pena di approfondire.

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